PROGRAMMA

Il costume che indossato  durante tutto il Carnevale è stato confezionato da FRANCESCO BRIGGI-ATELIER PIETRO LONGHI DI VENEZIA. Il costume riproduce un abito veneziano della fine del 1400, ed è in damasco di seta.
Francesco Briggi, per le sue creazioni, che non dimentichiamo sono sempre uniche, si ispira ai dipinti che si trovano nei musei di tutto il mondo, Michelangelo, Boucher, Raffaello ... In poche parole "Genio della creatività".
Il tessuto è della storica Ditta Rubelli di Venezia fondata nel 1858 da Lorenzo Rubelli, una delle aziende più prestigiose al mondo nel suo settore.  A Venezia è a Palazzo Corner Spinelli affacciato sul Canal Grande.

Lido in Love

LiLido in Love 

Il 14 febbraio le 12 Marie elette hanno partecipato al flash mob a

LIDO IN LOVE - San Valentino  contro la violenza sulle donne.

Selezione

VENERDI' 07 FEBBRAIO 

 

Tutte le ragazze che hanno inviato via e-mail a: info@festadellemarie.com i dati richiesti nel coupon, si sono recate  a Cà Vendramin Calergi, Casinò di Venezia, salone delle feste e hanno consegnarto il coupon originale firmato, dalle 14,00 alle 14,30.

La selezione è iniziata alle ore 15,00.

Backstage

Corteo

SABATO 15 febbraio 

 

Anche quest'anno la nostra sede è stato il Palazzo Hotel Vitturi in Campo Santa Maria Formosa n.5246. Questo elegante hotel ospitato in un Palazzo bizantino/gotico risalente all'XI secolo.

 

CORTEO STORICO di apertura del Carnevale di Venezia.

Tutte le Marie sono state impegnate per tutta la giornata fino al tardo pomeriggio.

Nelle prime ore della mattinata al backstage ci ha pensato all'acconciatura  e trucco Umberto Corrà di Monika & Umberto con le sue truccatrici Francesca e Sabrina.

Francesco Briggi e Raffaele Dessì dell'Atelier Pietro Longhi  le hanno vestite con l'aiuto delle  Marie 2019.

Alle  ore  13,30 ad attenderle  i gondolieri e i portantini  che  le hanno qccompagnate  (8 giovani gondolieri e 43 giovani sportivi) con un vaporetto privato  a San Pietro di Castello dove 400 figuranti le attendevano  per proseguire  il corteo.

In Via Garibaldi Lucio Bisutto,  ( ristoratore e cantautore di  canzoni veneziane)  ha presentato  le Marie ai residenti di Via Garibaldi ed ospiti, ha cantato per le Marie,e  offerto un  thè caldo e il prosecco per i portantini.

Le Marie, salite sulle portantine e coccolate dal pubblico e dai loro forzuti giovani, sono arrivate in Piazza San Marco alle ore 16,00.

Ha presentarle  il Principe Maurice ad una  Piazza San Marco stracolma in attesa del loro arrivo.

C'erano fotografi e televisioni da tutto il mondo.

Dopo Piazza San Marco, finalmente hanno raggiunto i loro amici e parenti per raccontar loro le emozioni  provate e per delle bellissime fotografie ricordo.

Rientro  in sede per cambiarsi, poi tutte a casa, stanchissime, ma felici dopo una strepitosa prima  giornata.

Volo dell'Angelo

DOMENICA 16  febbraio

Appuntamento ore 09,o0 in  sede.

Ore 10,00 Le Marie con il corteo del Doge  sono salite nel palco di Piazza San Marco per assistere alla discesa dell’Angelo  (Linda Pani - Maria 2019). Anche per questo Carnevale di Venezia 2020 il costume per il volo dell' angelo è realizzato dall' alta sartoria artigianale Atelier Nicolao di Venezia. . Il costume sarà una sorpresa, nessuno prima del volo potrà  ammirare il favoloso costume.

Fotografie di rito. Subito dopo siamo partite con un pulman privato dal tronchetto, pranzo a Chirignago e partecipazione ( primo anno) al Carnevale di Chirignago con il volo della "Maschera".

Rientro in sede per riposarsi e prepararsi per la grande festa a Cà Vendramin Calergi " Dinner&Ball" il Gioco, l'amore e la Follia.

Chirignago

Cà Vendramin Calergi

LUNEDI’ 17  febbraio 

Alle ore 11:00  Fondazione Querini Stampalia

 GIornata intensa. Primo appuntamento alla Fondazione Querini Stampalia. Il complesso comprende la spaziosa e ben fornita biblioteca e la pinacoteca. La pinacoteca, situata nelle stanze della antica dimora della famiglia Querini, contiene quadri di Bellini, Giovanni e Jacopo e due Palma il Vecchio ed è uno dei più interessanti complessi architettonici di Venezia. La Dott.ssa Angela Munari ha condotto per le 12 Marie un vero e proprio laboratorio vivo, sui temi "Trame" in Laguna. Moda e glamour a Venezia tra XVI e XVIII. Non avevo mai visto delle ragazze così interessate all'evento!! Mi ha fatto molto piacere e indubbiamente l'interesse era anche dovuto alla bravura della Dott.ssa Angela Munari e della Dott.ssa Elisabetta Dal Carlo.

Un piccolo pranzo al Caffè letterario Querini.

 

Ore 15,00 prove a Palazzo Grimani.

Alle 17 a Palazzo Grimani con Raffaele Dessì regista, "Le Marie incontrano Giovanni Grimani ".

 Non ci sono documenti certi della visita di Enrico III alla collezione Grimani, ma il Sansovino specifica che si recò in Santa Maria Formosa per ammirare una collezione d’arte, e difficilmente in zona se ne poteva trovare una più celebre di quella ereditata ed accresciuta da Giovanni Grimani. Ecco che dunque si è trovato un incontro fra la Festa delle Marie e lo statuario Grimani. La rievocazione avviene in due momenti principali. Enrico III e il suo segretario, il Barone di Joeuse, arrivano a Palazzo Grimani dove vengono accolti dal Cardinale, (principe della chiesa, oltre che di famiglia dogarile) e le 12 fanciulle che come riportato in tutte le cronache dell’epoca, erano a rappresentare la ricchezza e la potenza della città. Nelle cronache viene continuamente evidenziata e sottolineata la presenza delle giovani veneziane riccamente vestite, che accompagnavano tutti gli eventi dove compariva il Re. In questo modo si sottolineava la potenza veneziana, la ricchezza di tessuti e gioielli, che rendevano qualunque Stato europeo del momento apparentemente misero nei confronti della Serenissima. Regista e attore Raffaele Dessì, Giovanni Mariuzzo, Luca Costantini, Marco Mazzocco, Valeria Finocchi, Marco Meneghelli, Elisa Grison, Ludovica Rubin, Francesca Vittori, Cembalo Fernando De Luca.
Tutti i costumi sono dell'Atelier Pietro Longhi.

Stanchissssime poi tutte a casa

 

Fondazione Querini Stampalia

Palazzo Grimani

Palazzo Grimani

Gran caffè Quadri

Alilaguna 

Centro Sant'Alvise

Parutto Elisa

Casa Carlo Goldoni

MARTEDI’ 18 febbraio 

 

IIniziamo la giornata con un aperitivo al  Gran Caffè Quadri in Piazza San Marco.

Il locale apre nel 1638 con il nome "Il Rimedio", dovuto al vino malvasia venduto all’interno che si riteneva “rinvigorisse le membra e risvegliasse lo spirito”. Il 28 maggio 1775, Giorgio Quadri sbarca a Venezia dopo aver lasciato Corfù insieme alla moglie Naxina, che ebbe l’idea di investire gli averi di famiglia in un locale che vendesse “l’acqua negra bollente”. I due innamorati acquistarono quindi l’allora Rimedio, sotto le Procuratie Vecchie. Inizia così la storia del Grancaffè Quadri, che avrà un altro passaggio cruciale nel 1830, quando la gestione passa ai fratelli Vaerini. I due imprenditori ristrutturano gli interni aggiungendo il Ristorante Quadri al piano superiore. Con l’ingresso della famiglia Alajmo nel 2011 il Grancaffè ha riacquisito la sua estetica originaria e migliorato la proposta. All'inizio del 2018 inizia l’importante restauro per il quale i fratelli Alajmo chiamano il creativo francese Philippe Starck. Una trasformazione che ha rivelato l’originaria magia del locale in un’atmosfera romantica e lievemente surrealista, immaginata da Philippe Starck e messa in opera dall’abilità degli artigiani veneziani. 


Innanzitutto una gradita sorpresa di ALILAGUNA, ci ha accompagnato e poi è venuta anche a riprenderci a San Pietro di Castello, siamo state ospiti del Centro Diurno per persone disabili S. Alvise, gestito dalla Cooperativa Sociale Servizi Associati (CSSA) di Spinea, la sede ora è a San Pietro di Castello in un fabbricato dell'IPAB Buon Pastore ed accoglie una trentina di persone con disabilità e diversi livelli di autosufficienza, residenti a Venezia centro storico e isole.
L'attività del servizio è incentrata sulla realizzazione di laboratori aventi funzione educativa-riabilitativa e di progetti di integrazione con il territorio.Per l'occasione hanno realizzato delle maschere bellissime che hanno fatto indossare alle Marie, è' stato un pomeriggio emozionante e speriamo di aver dato loro un sorriso in questo incontro di festa a questi nostri nuovi amici.

Tra un evento e l'altro siamo andate a trovare una nostra nuova amica, una futura Maria che voleva conoscerci. "La Maria più bella e speciale" ELISA.
I suoi genitori sono fornitori ufficiali delle furlane che indossano le Marie. E' una ragazza dolcissima ed è stata compagna di scuola di una nostra damigella.

Anche quest'anno le Marie hanno incontrato Carlo Goldoni.
Quest'anno però abbiamo seguito il tema del Carnevale l'Amore, il Gioco e la Follia di Carlo Goldoni.
Le commedie scelte per l'amore sono state (Gl' innamorati, La serva amorosa, L'amore paterno o sia la serva riconoscente e la Locandiera. Per il gioco ( Il giuocatore, Il vecchio bizzarro, La bottega del caffè, per la Follia Arcinfanfano re dei matti.
L'evento consisteva in un dialogo per ogni commedia tra la figura maschile letta ed interpretata da Francesca Pederoda e la figura femminile letta ed interpretata da una Maria. Il tutto accompagnato da un'arte che sa coniugare corpo e anima in un soffio di leggerezza Alexandra Foffano con la sua danza.
Ringrazio infinitamente Casa Goldoni, Francesca Pederoda ed Anna Bogo per la collaborazione e per la ricerca delle commedie.

18 febbraio DO FORNI

Alle 18,00 Le Marie incontrano Carlo Goldoni in Amore, gioco e follia Sarete protagoniste della Follia, dell'amore, del gioco di Carlo Goldoni. con ls ballerina Alexandra Foffano 

Alle 20,00 finire la giornata ci siamo date al grande lusso. Siamo state ospitate al Ristorante Do Forni di Eligio e Diego Paties Montagner vicino a Piazza San Marco ambiente raffinato e accogliente; locale tipico veneziano con  velluti e specchi. Assolutamente i primi nella più genuina tradizione veneziana. Ogni anno ci coccolano con un menù strepitoso e come dimenticare alla fine della cena lo strepitoso soufflè alla crema e cioccolato!.

 

Ristotante Do Forni

Mercoledì 19 febbraio 

11,30-15,30 ospiti della Famiglia Navoni, Le Marie hanno partecipato ad una lezione di cucina veneziana con la collaborazione di Cook in Venice, Monica Cesarato e Arianna Patron, la maestria delle mani delle nostre cuoche con le mani acerbe delle Marie hanno elaborato il piatto "sardee in maschera e fagottini di verza". Un vera lezione di cucina.
Due parole sulla storia del palazzo. Ci abitava nel 1570 Belisandra Meraviglia, un'eroina moglie di Pietro Albino, gran cencelliere di Cipro. Durante la presa dell'isola, i Turchi riuscirono ad entrare a Famagosta, uccisero, fecero prigionieri, portando via anche fanciulle e le donne pìù belle destinate all'harem del sultano di Costantinopoli. Belisandra che faceva parte delle fanciulle rapite con una miccia accesa diede fuoco al deposito delle polveri delle imbarcazioni saltando in aria con tutti i prigionieri, evitando così il triste destino di schiavitù.

 

Ore 17:00 alla Scuola Grande San Giovanni Evangelista popolare".Dopo aver lavorato duramente in cucina, di corsa, in ritardo, alla Scuola Grande San Giovanni Evangelista ci aspettava la grande Nora Fuser con " Racconti di fate, ninfe e regine, in particolare la fiaba popolare veneziana del 1600 "L'amor de le tre naranze o melarance è un'opera teatrale in tre atti di Carlo Gozzi, Fu rappresentata per la prima volta a Venezia durante il Carnevale del 1761 dalla Compagnia Sacchi. L'opera è un libero rifacimento teatrale di una fiaba raccontata ne Lo cunto de li cunti del napoletano Giovan Battista Basile.
Di fronte alla Scuola nella sala Badoer un splendida mostra di maschere in cuoio della Commedia dell'arte realizzate da Giorgio De Marchi nella fucina di storie " Fucinafole", per rimarcare l’artigianalità, la passione, e quindi l’originalità e unicità di ogni opera pensata e creata all’interno del laboratorio con la collaborazione dell'attrice Nora Fuser on la sua bravura nella recitazione popolare veneziana e della Commedia dell'arte. 

 

Alla sera, grande attesa per “Il volo del Colombo immaginario” al Ristorante Il Colombo di Domenico Stanziani sponsor di questa magnifica iniziativa su iniziativa e progetto di Roberto Zamberlan, ex gallerista e curatore di eventi culturali. 12 colombi abbinati alle 12 Marie. Dodici riproduzioni di un colombo veneziano, realizzati dai maestri della "Compagnia l'arte dei Mascareri"e alla maestria di Alessandro Moretti di Murano. Sono stati affidati a dodici artisti che li hanno elaborati con la loro creatività. Un gemellaggio tra l'Arte e la Storia.
Ogni artista lascerà in dono la propria opera alla ”Associazione Venezia è … storia arte cultura” che provvederà ad organizzare un’asta di beneficenza per 11 opere. La dodicesima, quella  abbinata alla Maria vincitrice, la Maria dell'anno, resterà di proprietà allo sponsor del progetto: il Risto-rante al Colombo.

Gli artisti abbinati alle Marie: Alessandro Moretti/Beatrice Costantini-Resi Giardello/Mara Stefanuto-Francesco Stefanini/Elisa Veronese-Sergio Colussi/Alessia Lavuri- Ilaria Simeoni/Asia Canella-Rachele Cicherchia/Carlotta Zennaro- Giulia Malinverni/Elisa Granziera-Tommaso Bet/Marta Ongaro- Paolo Gambi/Gioia Mayer- Ettore Greco/Giulia Urbinati- Omar Galliani/Desirèe Torregiani- Tobia Ravà/Beatrice Costantini.

 

Lezione di cucina 

Scuola Grande San Giovanni Evangelista

Il colombo immaginario-Ristorante Il Colombo

Taglio della testa del toro

Ballo sul palco

Giovedì  grasso - 20 febbraio

 Appuntamento in campo San Giacometo con la Compagnia dei Mascareri. Corteo che rievoca lo storico " Taglio della testa del toro". Uno spettacolo con centinaia di maschere in un trionfo di colori, musica, allegria, una ballata di maschere con il toro, i 12 pani portati dalle 12 Marie e i 12 porci. Quest'anno il corteo si è ispirato ai Malebranche in omaggio al XXVI canto dell’Inferno di Dante per il centenario della sua morte. La rievocazione celebra la vittoria del Doge Michiel II sul patriarca di Aquileia e sui dodici feudatari ribelli. Per anni i successori del Patriarca dovettero inviare in dono alla Serenissima un toro, dodici pani e dodici porci. Gli animali venivano successivamente macellati e cucinati, la loro carne distribuita durante i banchetti tra i nobili, il clero, il popolo e i carcerati.
Dopo il taglio della testa del toro, tutte le maschere del corteo, a suon di musica, hanno ballato sulle note di Disco Inferno. Durante il corteo, le Marie erano affiancate da 12 bei ragazzi con i 12 colombi abbinati la sera precedente alle 12 Marie, al Ristorante Il colombo.

Non ancora stanche le Marie vanno a ballare sul palco di Piazza San Marco.
 

 Una  eccellente  cioccolata calda con panna vi riscalderà al Caffè Lavena in Piazza San Marco.Il Caffè dei musicisti e letterati, ai piedi della Torre dell’Orologio, di fronte alla Basilica, il Caffè Lavena è, fin dal 1750, una delle più rinomate botteghe da caffè di Venezia. Per completare il Giovedì alle ore 19,00  Al Caffè Centrale, a due passi da Piazza San Marco a Palazzo Cocco Molin, un'antica residenza veneziana costruita nel 1500, offre atmosfere seducenti, piacevoli sensazioni e un tocco di glamour. Come sempre ci accolgono con tanto affetto, in un'atmosfera affascinante e direi sciccosissima, abbiamo trovato non un aperitivo con qualche cicchetto ma un'ampia varietà di scelta di stuzzichini ricercati, particolari e buonissimi. Una vera cucina di qualità. Per finire una sorpresa dello chef, dei dolci prelibatissimi, delle deliziose mascherine fatte appositamente per noi. Ci siamo sentite proprio coccolate da tutto il personale e dallo Chef.

Gran Caffè Lavena

Caffè Centrale

Caffè Lavena

Gelateria Al Todaro

VENERDI' 21 febbraio

 

Al sole in una dei posti piu belli di Venezia

con i tavolini affacciati sulla laguna, difronte l'isola di San Giorgio e la Salute, il sole che si rispecchiava in laguna, a lato Piazza San Marco. I passanti che continuavano a fotografare le 12 belle Marie che si godevano quell'atmosfera meravigliosa e quasi irreale. Sto parlando della Gelateria Al Todaro, tutti i veneziani conoscevano bene il Todaro e dicevano: ( El più bon geato de Venessia)una gelateria nata nel 1948 dove tutti i veneziani facevano il "liston" la classica passeggiata serale tra Piazza San Marco e finiva o con un gelato in passeggiata o sui tavolini del Todaro. Il percorso era nella Piazzetta, dalle colonne di Marco e Todaro alla Torre dell’Orologio. Lì si trovavano gran parte degli studenti di Venezia, ragazze e ragazzi, con la scusa di parlare della scuola o compiti da scambiarsi, la verità era incontrarsi tra giovani e fare nuove conoscenze. Claudio Vernier, Presidente dell' Associazione Piazza San Marco porta avanti a nome suo e della sua famiglia questa bellissima gelateria tanto amata dai veneziani e dagli ospiti di tutto il mondo.

Giornata di sole meraviglioso e giro in gondola.
Grazie ad Aldo Reato ex presidente dei gondolieri, capo dei bancali e presidente dell’associazione di categoria più famosa nel mondo ma da sempre per noi veneziani "Aldo el capo" ha lasciato il suo regno ad Andrea Baldi, già vice di Reato.
La Gondola, uno dei simboli di Venezia. Imbarcazione di 11 m. di lunghezza e 600 kg di peso, manovrata con leggerezza da una sola persona con un remo.
Costruita con ben 8 tipi di legno (tiglio, larice, rovere, olmo, abete, noce, ciliegio, mogano, sono 280 le parti in legno che la compongono. Solo due elementi in ferro "il fero di prora" e il "risso di poppa". Il rostro o dolfin è il ferro lavorato che orna la prua e la sua forma è il simbolo di Venezia: la curva superiore è il cappello del doge; l'arco, il ponte di Rialto; i 6 denti davanti rappresentano i 6 sestieri. Il dente solitario posteriore è la Giudecca, l'ultimo quartiere entrato a far parte della città. La doppia curvatura a “S” simula l'andamento del Canal Grande.

 

Visita all'Istituto Santa Maria della Pietà ( Istituto provinciale per l’infanzia). Un pomeriggio allegro, emozionante, abbiamo giocato, scherzato, bevuto e mangiato assieme ai bambini, alle loro mamme alle collaboratrici e consulenti.
In passato si chiamava Il Pio Ospedale della pietà ed è stato un convento, orfanotrofio e conservatorio a Venezia.
L’Antico Spedale della Pietà sorse a Venezia nel 1346 con decreto del Senato di Venezia. Nell'Istituto venivano accolti figli illegittimi e bambini nati da famiglie molto povere o da madri incapaci di allattare; Inizialmente, gli abbandoni avvenivano nella “scaffetta”, una nicchia dove i bambini venivano inseriti talvolta anche a forza, dal momento che era concepita solo per i neonati. Nel 1800, la scaffetta venne sostituita dalla "ruota" (Ruota degli esposti), un cilindro di legno, cavo all'interno e ruotante attorno ad un asse verticale.
Inizialmente, veniva dato un cognome strano e spesso umiliante, che venne sostituito a fine Settecento con un cognome più ragionevole. Particolare usanza era quella, da parte delle madri, di lasciare al neonato abbandonato la metà di un oggetto; le madri ne conservavano l'altra parte come prova di ”appartenenza”, nella speranza di un ricongiungimento.
La Pietà era governata da benemeriti veneziani, ma alla conduzione dell'istituto partecipavano le “figlie di Comun”, che lavoravano di seta, filatura, cucitura e badavano alla pulizia e alla cucina.
Ruolo più significativo avevano le “figlie di Choro”, che suonavano e cantavano sotto la direzione di celebri maestri. come Francesco Gasparini o Antonio Vivaldi. Talvolta però, come si rileva dagli archivi, erano le stesse Figlie a comporre la musica che suonavano. Le Figlie non avevano cognome, ma erano individuate dalla loro voce o dallo strumento che suonavano, avevano altri incarichi di importanza maggiore rispetto alle Figlie di Comun, (come assistere il chirurgo, lavorare come infermiere o farmaciste, ma anche essere responsabili della dispensa).Inoltre, potevano insegnare musica alle bambine mandate alla Pietà, da varie parti d'Europa. Queste bambine erano denominate “Figlie in Educazione”: entravano in Istituto all'età di due anni e vi potevano rimanere fino ai 16.
I maschi, invece, erano istruiti nei vari mestieri dell'artigianato e diventavano tagliapietre, tessitori, calzolai e arsenalotti.

 

Concludiamo il venerdì con un ristorante che richiama ancora i vecchi fasti della serenissima. Tipico veneziano in un ambiente affascinante con musica dal vivo e cena deliziosa.La famiglia Marsilli ci accoglie sempre con gentilezza ed amore La Vecia Cavana.



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giro in gondola

Istituto Santa Maria della Pietà

Ristorante Vecia cavana

SABATO 22 febbraio 

ore 15,00. Concorso La Maschera più bella sul palco di Piazza San Marco e le Marie hanno fatto parte della giuria nella semifinale. I partecipanti sfilano in passerella, sfidandosi con bellissimi costumi. La votazione è a eliminazione diretta. Domenica Gran finale verrano elette da una giuria qualificata la maschera più bella e la maschera più "a tema" del 2020.

 

Visita al Teatro La Fenice.

Abbiamo avuto l'onore e il piacere di essere accompagnate dal Direttore Artistico del Carnevale di Venezia Massimo Checchetto,  scenografo e Direttore degli allestimenti scenici del Teatro la Fenice di Venezia. 

Il Teatro La Fenice fu inaugurato il 16 maggio 1792, nel giorno della Festa della Sensa. Dalle sue ceneri è risorto appunto col nome La Fenice. La Fenice rappresenta la resurrezione; era un favoloso uccello sacro agli Egizi, simile ad una grossa aquila. La sua più straordinaria caratteristica sarebbe costituita dalla proprietà di risorgere dalle proprie ceneri dopo essere stata bruciata alla fine del 1597.

Il 13 dicembre 1836  Il teatro fu distrutto da un terribile incendio, crollò, ma furono risparmiati dal fuoco l'atrio e le sale Apollinee. Il 29 gennaio 1996  un'incendio doloso distrusse  ancora il teatro. Il rogo impegnò i vigili del fuoco per tutta la notte.  Le fiamme si vedevano per tutta la città e i veneziani erano tutti in strada che piangevano. Si decise di ricostruire lo storico teatro ispirandosi al motto <com'era, dov'era>.

Dalla facciata principale sul Campo San Fantin avviene l'ingresso al piano terreno c'è l'atrio ed il foyer, da cui, mediante lo scalone d'onore, si giunge alle Sale Apollinee.

Dal foyer si accede al teatro vero e proprio, 

La sala interna, a forma di ferro di cavallo, è costituita dalla platea e dalle logge laterali col palco reale al centro, dalla “buca” per l’orchestra, il palcoscenico e le quinte.

Dietro il palco si scopre un mondo che lo spettatore abituale ignora, le quinte. È un ampio spazio sviluppato soprattutto in verticale per alcune decine di metri d’altezza. Vi sono installate le “macchine” che, azionate da appositi addetti chiamati appunto macchinisti, attraverso un sistema di argani, corde e carrucole fanno alzare o scendere sul palco le scene nei vari atti dell’opera. È inoltre la sede dei proiettori, 600 in tutto, che quaranta elettricisti dispongono su indicazione del regista, lungo apposite passerelle trasversali, avvalendosi poi di un sistema computerizzato per memorizzare le varie fasi di intervento durante l’esecuzione dell’opera. Un mondo fantastico,un mondo  sconosciuto ai più .

 

Ancora con gli occhi e il cuore pieni di tanta magnificenza Massimo Checchetto ci  ha portate da Gennaro Florio alla Taverna La Fenice. Gennaro il barman conosciuto in tutto il mondo con il suo Chic Bar è "il posto dove stare", i suoi cocktail sono un'esperienza imperdibile. Ci ha preparato per l'occasione il cocktail "Marie"come in passato preparò il cocktail per Bruno Tosi e Maria Callas.La Taverna La Fenice è un ristorante rinomatissimo di Giovanni Trevisan vicinissimo al Teatro La Fenice, con cui negli anni ha condiviso gli illustri frequentatori che si recavano prima e dopo le rappresentazioni liriche. La Taverna La Fenice continua ad essere un punto di riferimento per il bel mondo veneziano e il jet-set internazionale anche grazie al suo Chic Bar magistralmente diretto dal genio dei cocktails Gennaro Florio, che ospita gli aperitivi più cool della città. In quell’atmosfera magica anche Gabriele D’Annunzio, a Venezia con la sua Eleonora Duse,  amava definire la Taverna Un punto di ristoro e non di ristorazione” e gustare un cocktail appena preparato dal premiato barman Gennaro.

Giuria per la maschera più bella

Teatro La Fenice

Taverna La Fenice-Chic Bar

Volo dell'asino-Mestre

DOMENICA  23 febbraio

Un confortevole pullman privato ci  ha accompagnato  a Mestre per assistere al tradizionale volo dell'asino. Si respirava un'atmosfera un pò strana, per le strade del centro di Mestre non c'era la solita gioia, allegria nell'attesa del Volo dell’Asino, la divertente versione dell’evento gemello che si svolge a Venezia, il volo dell’Aquila.

E’ l’ultima domenica di Carnevale e a Mestre il Carnival Street Show è una lunga maratona di show, giochi, esibizione in Piazza Ferretto, cuore della kermesse. Solo i bimbi inconsapevoli erano felici. Noi come sempre siamo state felici di esserci, siamo state accolte sempre con tanto calore e simpatia. Senza veramente capire cosa stava sucedendo siamo andate dal

famoso Tristano, quando parli di Tristano a Mestre o Marghera tutti lo conoscono. Tristano è il gestore dell'omonima rosticceria di piazza Mercato. E' un grande appassionato di lirica da quando, appena sedicenne, varcò le porte del teatro La Fenice per assistere alla versione de «I Pagliacci» con Beniamino Gigli. Da quel momento la lirica è una passione irrinunciabile, che lo ha portato fino ad oggi a non perdere una sola stagione dell'Arena di Verona e ad assegnare ai suoi 7 figli i nomi dei protagonisti delle sue opere preferite.
I nomi: Radames e Amneris per l'Aida, Violetta per La traviata, Santuzza per Cavalleria rusticana, Manon per Manon Lescaut, Otello per il capolavoro di Verdi e infine, l'ultimogenito Tristano, dal Tristano e Isotta di Wagner. Ci vuole molto bene e ogni anno ci preparara una sorpresa, a parte offrirci tutte le sue specialità e dell'ottimo prosecco; quest'anno ci ha fatto trovare i gondolieri cantanti della Serenissima. Un'atmosfera da grande Teatro,  omaggi di fiori per tutte. Fantastico Tristano !!!!

Però ora la grande brutta notizia.....IL CARNEVALE E' FINITO, non sapevo come annunciarlo alle ragazze, mancavano due giorni uno per l'elezione della Maria dell'anno e l'altro per la proclamazione in Piazza San Marco.

Ho cercato di accellerare l'uscita e fuori ho dovuto annunciarlo alle ragazze. Pianti a non finire. Avremmo dovuto andare in visita agli artigiani di Venezia ma in quella situazione con le lacrime agli occhi, incredule e tristi di quello che stava succedendo siamo rientrate in albergo.

       

Tristano-Marghera

Una sola cosa posso promettermi e promettervi. Quando questa emergenza finirà, perché finirà, organizzeremo una grande memorabile Festa. 

Ci terremo per mano, staremo insieme, tutti, ci abbracceremo  come mai in passato. Dobbiamo recuperare tutto questo tempo «solitario».

Io non vedo l’ora.

MariaGrazia Bortolato

                                       ANGELO BACCI noto poeta e scrittore ha scritto per voi questa bellissima poesia:

                                                                                               FESTA DELLE MARIE 

 

 

 Ogni anno nello spettacolare scenario di Venezia si celebra il famoso Carnevale,una magica e febbrile atmosfera anima l’intera città, inizia così la gloriosa festa,entra come un sogno fantastico in scena la travolgente kermesse popolare,come per incanto la Serenissima diventa palcoscenico mondiale,prendono vita maschere, feste, balli, tradizioni, spettacoli ed eventi antichi,prevale il fascino, la città risplende di radiosi colori, la partecipazione è totale e travolgente,lo spettacolo conquista pian piano la città, le maschere si esibiscono come modelle,il loro peregrinare riempie le vie di Venezia trasformandole in un formicolio di persone.Le calli e i campielli si animano come teatri con spettacoli e improvvisazioni d’ogni genere,prende corpo la fantasia e la poesia, ogni dove rivive l’incanto dei vecchi fasti, numerose nascono le iniziative popolari, prendono corpo le magie e la creatività ,esplodono il divertimento e la gioia,l’originalità storica prende vita come l’araba fenice,dalle ceneri spicca maestosamente la Festa delle Marie, rievocazione storica unica e fiabesca.

Protagoniste le 12 ragazze più belle di Venezia nel giorno della purificazione di Maria,avvenimento storico di rara bellezza, una festa oltre il Carnevale, che illumina l’intero festival.Entrano in scena come madonne le 12 giovani fanciulle portate a spalla su portantine,

il corteo prende forma e si sviluppa nel suo trasferimento, nasce così una sfilata stellare,coinvolgente e travolgente che avvia lo spettacolare percorso dalla Chiesa di San Pietro di Castello,percorrendo Riva degli Schiavoni, approdando solennemente e platealmente in Piazza San Marco,il giorno della Festa delle Marie incorona, rende magnifica e osannata Venezia e le Marie.

Fotografi ufficiali  e Video Maker della Festa delle Marie accreditati:

 

Associazione Venezia è...- Valentina Gallimberti Ballarin, Riccardo Roiter Rigoni, Carla Carletto - Comune di Venezia -  Vela  - Il Gazzettino - Silvia Cappelletto, Franco Storti.

                         

VIDEO MAKER-

 

Federico Bizzarini

nasce a Venezia il 23 luglio del 1987.

Nel giugno 2007 si laurea all'Università Ca' Foscari di Venezia nella facoltà di Tecniche Artistiche e dello Spettacolo.

Nell’estate 2012 partecipa al master di regia presso la New York Film Academy e a settembre 2013 si diploma all'Accademia Nazionale di Cinema di Bologna al corso di regia e sceneggiatura.

Durante questi anni gira diversi cortometraggi e videoclip indipendenti che partecipano a festival nazionali e internazionali.

Nel 2012 entra a far parte dell’associazione PopEye – Ethnovisual Association dove dirige il sui primi documentari “Riverside Rendezvous” e nel 2014 “Common Ground”.

Dal 2015 lavora come regista freelance nella realizzazione di progetti commerciali nazionali e internazionali.

Coadiuvato di Zaccaria Mattei 

               

FOTOGRAFI

Riccardo Roiter Rigoni             facebook Riccardo Roiter Rigoni

Nato a Venezia nel 1979, autore dei libri fotografici “Venezia Sensation” “Venezia momenti senza tempo” e “Il mare d’inverno esiste davvero Ha curato la parte fotografica di alcuni volumi della “Filippi Editore Venezia” e delle” Edizioni C.I.D.”. Conta numerose collaborazioni in ambito giornalistico/editoriale a livello nazionale e internazionale. Ha realizzato immagini per copertine di libri e riviste e curato lavori di comunicazione pubblicitaria. Ha partecipato alla realizzazione di progetti di medicina narrativa. Autore della prima fotografia al mondo di una maschera in volo sul cielo di Venezia.  Fotografo Ufficiale della manifestazione “My Christmas Venice 2017”. Tra i fotografi ufficiali della Festa delle Marie dal 2017, ideatore del “Volo della Maria” in elicottero, in collaborazione con la Heliair.it Helicopter Service.

Valentina Gallimberti Ballarin -    www.vinoecibo.it

Nata a Chioggia sotto il segno dell'Ariete si è diplomata in ragioneria ma la sua strada era già stata segnata dalla nonna emiliana che le ha trasmesso tutta la passione per il buon vino e cibo. Elementi che diventano gusto e sapore o storie ed emozioni a seconda di dove volga l'obiettivo delle sue macchine fotografiche guidate dal suo occhio indagatore di eterna esploratrice sempre alla scoperta del vero e del reale che più piace al nostro sguardo. Fra i suoi scatti memorabili quelli che le hanno valso il premio delle Città del Vino per Calici di Stelle, quelli esclusivi degli chef di Stelle del Nordest, dei dolci di Maestro Biasetto, o delle Marie della festosa Venezia e del suo Carnevale. Altri ancora, sulla sua amata laguna Sud e sulle tante pagine internet che le rendono meritato risalto. Magari senza citarla, appropriandosi indebitamente della tanta maestria di chi, da una passione, la fotografia, ne ha fatto un lavoro.

Carla Carletto    www.carlacarlettophotographer.com

Amo fotografare le persone nella quotidianità, nella sofferenza, nel degrado, cercando di trovarci sempre qualcosa di buono, forse perché non ho mai perso la certezza che in ogni essere umano, per quanto abbrutito, ci sia sempre qualche cosa da salvare e su cui lavorare.

Silvia Cappelletto - 23 anni, affascinata dalla sua città e dalla magia del Carnevale veneziano tradizionale. Laureata in comunicazione digitale e fotografia, passa gran parte delle sue giornate a studiare luce, forme e colori nella fotografia ritrattistica. Adora infatti catturare le unicità e le espressioni sfuggenti delle persone che la circondano ma non rinuncia mai a perdersi per le calli di Venezia alla ricerca di scorci nascosti e giochi geometrici. 

FFRANCO STORTI -       www.photofrancostorti.com

Fotografo pubblicitario da molti anni, realizza molti lavori per interesse personale al di là del lavoro commerciale vero e proprio. La sua passione per l'archeologia e per il ritratto lo ha portato a realizzare delle ricerche poi sfociate successivamente in importanti mostre personali quali “Pietre”, sul megalitismo europeo, con ben nove edizioni,  “Donne nell'Arte – Franco Storti “,   “ Franco Storti i Lodzkie Artystki” in collaborazione con Musei ed altre prestigiose Istituzioni ed editoria. Numerose sono le mostre personali e collettive.